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Ragionamento clinico nella rieducazione posturale globale

 

Articolazione temporo-mandibolare e mal di testa

L’articolazione temporo-mandibolare, ossia quella che connette la mandibola al resto del cranio è un’articolazione che può essere coinvolta, o in alcuni casi essere la principale responsabile di cefalea.

A causa delle sue connessioni con molti muscoli che si inseriscono sul cranio una sua disfunzione può determinare uno squilibrio tensionale sulla componente muscolare e connettivale, determinando un’alterazione degli equilibri di forze muscolari. Tale alterazione può quindi determinare una maggiore tensione delle strutture circostanti il cranio, scatenando il sintomo della cefalea. Altra possibile spiegazione è invece quella che coinvolge i muscoli suboccipitali (piccoli muscoli nella regione posteriore del collo fra le cui fibre decorre il nervo di Arnold), che hanno un forte rapporto di sinergia con la muscolatura masticatoria, fungendo da stabilizzatori del capo durante la masticazione. In tal modo risulta quindi facilmente comprensibile come una alterazione dell’equilibrio della muscolatura che comanda tale articolazione possa determinare una eccessiva tensione nei muscoli suboccipitali, determinando quindi una compressione al livello del nervo di Arnold, che può scatenare delle cefalee che si irradiano dalla regione posteriore del cranio verso l’alto e in avanti, e in alcuni casi possono raggiungere anche la regione dell’occhio.

FISIOPOINT

 

Presso il Fisiopoint il fisioterapista, specializzato nella Rieducazione Posturale Globale, prende in carico il paziente che soffre di cefalea trattandolo nella sua globalità e in relazione a tutta la postura. Se il paziente necessita di una valutazione osteopatica, presso il nostro centro è presente anche un osteopata.

In alcuni casi PUò non essere un problema soltanto muscolare, ma può coinvolgere anche altri settori di pertinenza osteopatica quali: Viscerale, Craniale, Strutturale e Fasciale.

Un vecchio infortunio ad una spalla può essere causa di dolore alla colonna lombare, anche a distanza di anni.

Spesso questo accade per una prolungata immobilità oppure un lieve deficit della mobilità.

In questi casi, non avendo più a nostra disposizione la completa articolarità della spalla, per raggiungere oggetti disposti in alto ad esempio, il nostro corpo metterà in atto dei meccanismi di compenso in maniera del tutto automatica.

Questi meccanismi portano ad un progressivo sovraccarico della muscolatura e delle strutture capsulo-legamentose della colonna vertebrale per compensare la riduzione del range di movimento della spalla. Per tale motivo in caso di dolori lombari non va mai trascurata la possibilità che un vecchio trauma alla spalla possa essere la causa primaria del problema attuale, dato che tale connessione ha anche un riscontro anatomico ben preciso: la fascia toracolombare. Questa è una struttura di tessuto connettivo denso, che tra le altre strutture mette in comunicazione, per ciò che ci riguarda in questa sede, gli arti superiori con la colonna vertebrale lombare, agendo quindi da ponte diretto che trasmette vicendevolmente le forze tra queste due strutture.

spalla e lombalgia

Il diaframma, principale muscolo respiratorio, è uno dei muscoli con cui più frequentemente ci troviamo ad interfacciarci nei casi di dolori muscoloscheletrici. Questo per via della sua complessità anatomica, dato che a causa della sua posizione centrale nel nostro corpo prende rapporti con una grandissima quantità di muscoli, vasi, nervi e legamenti. Nello specifico oggi parliamo della sua correlazione con la lombalgia.

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L'ipercifosi è un'alterazione posturale comune ai giorni nostri.
Sapevate che le problematiche di postura possono determinare conseguenze al livello respiratorioā¯“ 
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CENNI STORICI - Il noto osteopata americano degli anni Cinquanta Dr. Lawrence H. Jones è il fondatore del metodo Strain Counterstrain, un approccio innovativo per il trattamento dei disordini muscolo-scheletrici.

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Cenni di anatomia. Ci sono svariate ragioni per le quali una persona può sviluppare dolore alla spalla, che può durare pochi giorni o diversi anni e presentare gradi di severità differenti.

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Il colpo di frusta (whiplash) è un trauma distorsivo del rachide con “effetto sorpresa”, nel quale viene riscontrato un meccanismo accelerativo-decelerativo (variazione di velocità in una direzione e brusca inversione di marcia) di trasferimento di energia sul collo, che può far seguito a collisioni anteriori o laterali dovute ad incidenti stradali (il classico tamponamento automobilistico), a cadute, salti o tuffi scomposti e ad altri eventi traumatici.

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L’otite media (cronica o acuta) è uno dei disturbi più frequenti nei bambini, soprattutto in quelli di età inferiore ai tre anni. Si definisce media poiché coinvolge la zona mediana dell’orecchio, quella cioè collocata immediatamente dietro al timpano.

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Il sistema circolatorio linfatico è costituito da una serie di vasi e strutture che trasportano fluidi dallo spazio interstiziale dei tessuti al flusso circolatorio. Più precisamente, essi trasportano proteine e altre sostanze che non possono essere direttamente riassorbite nei capillari sanguigni.

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La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma riparando una lesione sulla pelle. Si tratta di un segno lasciato sulla cute dalla guarigione di una ferita o da un'incisione chirurgica oppure un qualsiasi tipo di trauma in cui un tessuto funzionale normale è ricostituito da un tessuto connettivo. I cheloidi sono accumulazioni eccessive di tessuto cicatrizzato e si presentano come noduli sollevati e rossicci, più grandi rispetto alle cicatrici.

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