Logopedia

I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO

Che cosa sia la dislessia in realtà è conoscenza di poche persone e/o degli “addetti al lavoro”

( logopedisti, psicologici, pediatri e insegnati).

Saper leggere, scrivere e far di conto sono abilità molto semplici che si apprendonondono durante la scuola primaria, ma che per molti ragazzi sono difficili da imparare.

I dislessici vengono erroneamente etichettati come degli svogliati, nonostante un’intelligenza spiccata.

La dislessia quindi è un disturbo c he interessa le capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente e non è causata né da un deficit di intelligenza né daproblemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici. Il bambino dislessico, infatti, legge e scrive, ma poiché non è in grado di farlo in maniera autonoma spende al massimo le sue capacità e molte energie.

Un vero e proprio lavoro che stanca molto il nostro bambino che arriverà a commettere numerosi errori tali da non riuscire a stare di pari passo al gruppo classe e non imparando nulla.

La difficoltà di lettura si accompagna a problemi nella scrittura e nel calcolo.

Dislessia” è un termine cappello usato spesso erroneamente e lo si utilizza per indicare genericamente anche gli altri DSA (Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento).

I disturbi specifici di apprendimento hanno come caratteristica la specificità cioè un disturbo che interessa una precisa abilità dell’apprendimento lasciando intatte le competenze cognitive.

I DSA sono:

  1. La dislessia: disturbo specifico della decodifica della lettura (in termini di velocità e accuratezza), quindi la lettura è più lenta e/o meno corretta delle aspettative, in base all’età o alla classe frequentata

NON SO LEGGERE!!”, “ DEVO LEGGERE PROPRIO TUTTO? QUANTO è LUNGO….” Sono solo alcune affermazione fatte dai bambini con problemi di lettura mentre devono affrontare un testo.

Ricordiamo che la lettura è quella capacità, appresa nel corso del primo ciclo elementare che non ci permette solo di mettere in fila una serie di suoni che hanno un loro corrispettivo segno grafico (le parole), ma piuttosto darne loro un significato per arrivare poi alla comprensione di un testo.

Accade purtroppo che questo processo di apprendimento presenti qualche intoppo ecco perché si parla di dislessia.

Nonostante l’adeguata scolarizzazione e l’intelligenza nella norma, il bambino con dislessia mostra difficoltà ad automatizzare le procedure di transcodifica dei segni scritti in corrispondenti fonologici e questo riconoscimento lento e impreciso della parola scritta determina di conseguenza un mancato acceso al significato della parole stessa.

  1. La Disortografia , disturbo specifico della scrittura di natura linguistica (in termini di errori di ortografia):

Con il termine “scrittura” facciamo riferimento alla rappresentazione del linguaggio orale in un corrispettivo sistema alfabetico. In particolare nell’ortografie trasparenti come la nostra lingua la maggior parte dei suoni hanno una corrispondenza con un solo segno e il sistema ortografico permette la rappresentazione dei fonemi in grafemi e si basa sulle regole ortografiche della lingua.

Imparare a scrivere è un processo che si matura durante la scuola primaria dove il bambino apprende e acquisisce una serie di abilità cognitive e competenze grafo-motorie via via più evolute che andranno dalla semplice scrittura di parole sotto dettato fino alla stesura di un brano.

Come per la lettura anche questo processo può subire degli intoppi e quindi il bambino non riesce a tradurre in segno grafico i suoni che compongono le parole e ad automatizzare le regole ortografiche nonostante una corretta scolarizzazione . Inversioni , sostituzioni, omissioni e aggiunte di lettere e sillabe, errori ortografici e separazioni e/o fusioni illegali sono solo alcuni esempi di errori che caratterizzano la scrittura di un bambino disortografico.

  1. La Disgrafia: disturbo specifico della scrittura di natura grafomotoria (in termini di scrittura poco leggibile):

NON MI PIACE DISEGNARE!!” “ NON SONO CAPACE!!” “ LO FACCIO DOPO!!” …sono le affermazioni d alcuni bambini quando devono scrivere e/ o disegnare.

Le abilità visuo-spaziali e visuo-costruttive importati per una buona realizzazione del tratto grafico vengono già allenate nella scuola dell’infanzia attraverso le attività di disegno, di pregrafismo e etc.; accade però che a queste attività non venga data la giusta importanza e il bambino giunto alla scuola elementari possa presentare difficoltà del tratto grafico.

Per disgrafia si intende la difficoltà di organizzazione dei modelli motori cioè la parte esecutiva del processo di scrittura coinvolgendo esclusivamente il grafismo e non le regole ortografiche e sintattiche. Questo disturbo si manifesta con una rappresentazione scadente della grafia in bambini con intelligenza normale e in assenza di danni neurologici.

  1. La Discalculia disturbo specifico del sistema dei numeri e del calcolo.

Che la matematica non è un opinione è un dato di fatto e costantemente nella nostra quotidianità capita di trovarci di fronte a somme e sottrazioni che non ci convincono a prima vista o a scadenze che ricontrolliamo con il conteggio con le dita o di memorizzare cifre numeriche e a tabelline che ci confondono.

Tutto questo e molto di più è ciò che vivono chi ha difficoltà ad apprendere l’aritmetica.

Il bambino con discalculia non è bravo ad eseguire i calcoli a mente, non è in grado di verificare i risultati delle operazioni e di scrivere e/o leggere un numero correttamente; fallisce anche in quei compiti che richiedono velocità ed automatizzazione ( come conteggio entro la decina e tabelline) ed eseguire e selezionare le procedure di calcolo ( addizione, sottrazione e moltiplicazione).

La dislessia non solo impedisce di apprendere le basi fondamentali per la letto-scrittura e per le abilità di calcolo, ma può influire negativamente sull’autostima del bambino.

L’intervento immediato e precoce può avere una valenza di prevenzione del disturbo; è importante sapere che per diagnosticare un disturbo specifico di apprendimento bisogna aspettare la fine della seconda elementare per la letto-scrittura e la fine della terza elementare per la discalculia.

La diagnosi viene fatta da specialisti esperti, mediante specifici test.

La valutazione permette di capire finalmente che cosa sta succedendo ed evitare gli errori più comuni, come colpevolizzare il bambino (“non impara perché non si impegna”) o attribuire la causa a problemi psicologici. Si tratta di errori che comportano sofferenze, frustrazioni e scoraggiamento nel bambino.

Conclusa la valutazione e ottenuta la diagnosi, si possono mettere in atto aiuti specifici, tecniche di riabilitazione e di compenso attraverso l’aiuto di una logopedista, nonché alcuni semplici provvedimenti o di strumenti compensativi nell’ambito scolastico come disporre di tempi più lunghi per lo svolgimento dei compiti e l’utilizzazione della calcolatrice o del computer.
I dislessici hanno un diverso modo di imparare, ma comunque imparano ed hanno diritto di imparare!

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