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Il drenaggio linfatico manuale

Il sistema circolatorio linfatico è costituito da una serie di vasi e strutture che trasportano fluidi dallo spazio interstiziale dei tessuti al flusso circolatorio. Più precisamente, essi trasportano proteine e altre sostanze che non possono essere direttamente riassorbite nei capillari sanguigni.

La linfa è un liquido composto da acqua, proteine, elettroliti, grassi, linfociti ed ha inoltre un contenuto fibrogeno. Essa rappresenta il mezzo attraverso cui il liquido interstiziale cede e riceve sostanze nutritive, di rifiuto e di regolazione (ormoni) necessarie al mantenimento dell’omeostasi cellulare. La linfa, inoltre, è lo strumento grazie a cui l’organismo controlla il bilancio idrico generale, mantiene il volume del sangue normale, evita un aumento della pressione circolatoria ed elimina l’acqua in eccesso a livello dei tessuti.

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La struttura generale del sistema linfatico può essere paragonata alle radici di un albero, considerando i capillari come estremità più piccole e periferiche. I vasi di trasporto della linfa sono chiamati collettori e si immettono in specifiche stazioni linfonodali. Il tratto di collettore compreso fra due valvole è denominato linfagione o cuore micro linfatico. I linfonodi sono organi linfatici con funzione immunitaria, difendendo l’organismo contro l’aggressione di agenti esterni, e funzione di filtro, contribuendo al riassorbimento linfatico. Essi producono linfociti e anticorpi.

Il sistema circolatorio linfatico è a tutti gli effetti un sistema parallelo a quello sanguigno. I fattori che stimolano il naturale e corretto flusso linfatico sono i medesimi che spingono il ritorno venoso, ossia attività respiratoria, pompa muscolare e articolare. Per drenaggio linfatico si intende la mobilizzazione del liquido interstiziale delle zone in cui c’è un accumulo di liquido. Quando esso è in disfunzione, peggiora l’aspetto della pelle, il tono, la lucentezza, il vigore e l’energia.

Negli anni Ottanta, in Belgio, A. Leduc teorizzò la tecnica specifica, che riduce e corregge il ristagno dei liquidi ristabilendo l’equilibrio (la situazione, cioè, in cui i fluidi prodotti sono esattamente quelli necessari al drenaggio).

Il problema disfunzionale più comune nel sistema linfatico è l’edema, ossia l’aumento del liquido interstiziale nei tessuti a causa di stasi circolatoria, alterazione delle proteine nel plasma, alterazione delle pareti dei vasi o ritenzione di acqua o sali minerali.

Il drenaggio linfatico manuale viene utilizzato nei casi di linfedema (patologia caratterizzata da accumulo di liquidi ed elevata concentrazione proteica nello spazio extracellulare - dovuto a cause congenite, insufficienza della pompa muscolare o lesioni e/o ostruzioni delle vie linfatiche e patologie cronico-infiammatorie come flebolinfedemi, flebiti o periflebiti - diffusa soprattutto ad arti inferiori e/o superiori), edema post-traumatico, post-operatorio (cicatrici), edema della gravidanza e della sindrome premestruale.

Il trattamento avviene con paziente sdraiato, rilassato, in posizione supina ed utilizza manipolazioni leggere e dolci partendo dalla radice dell’arto. La posizione e le manovre successive cambiano in relazione alle ostruzioni che vengono riscontrate, ma generalmente i movimenti si alternano in circolari e leggeri, rotatori, a pompaggio (che alterano la pressione dei tessuti al fine di migliorare la circolazione), alternati con una frizione erogatrice (movimento rotatorio del polso sul paziente). Attraverso queste tecniche, si stimolano i collettori che risultano meno attivi, facendo convergere verso di essi il liquido.

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Assieme alla terapia del linfodrenaggio è consigliabile praticare sport e seguire una alimentazione sana, equilibrata e ricca di liquidi.

Presso lo studio Fisiopoint di Marino (www.fisiopoint.eu) si esegue il trattamento di linfodrenaggio manuale.

fisio         

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