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La Cervicobrachialgia.
Cos è?
Sintomatologia dolorosa che colpisce la cervicale, la spalla e tutto l’arto superiore fino alla mano, associata a uno o più dei seguenti segni:
 
  • Sensazione di formicolio
  • Perdita di forzA
  • Ipo o iperestesia
  • Ipo o ipereflessia
  • Riduzione del tono muscolare

A causa dell’interessamento di uno o più nervi del plesso brachiale, il quale origina a livello delle vertebre cervicali e si distribuisce su tutto l’arto superiore.

Perché  rivolgersi all’osteopata?


Perché l’osteopata andrà a ricercare, tramite un’accurata diagnosi differenziale e tests specifici, la causa dell’irritazione del nervo coinvolto, andando a valutare tutte le zone di passaggio potenzialmente perturbanti. Inoltre, oltre ad una valutazione muscolo scheletrica e fasciale, verificherà un eventuale coinvolgimento viscerale poiché un eccesso di afferenze viscerali, dovute ad una disfunzione o un’infiammazione di un viscere, saliranno tramite il nervo frenico , nervo che origina dalla quinta vertebra cervicale ed è responsabile dell’innervazione non solo del muscolo diaframma ma anche dell’innervazione sensitiva del peritoneo sottodiaframmatico, della capsula di Glisson ed alcuni legamenti del fegato, del legamento gastro-frenico e di milza e reni,  per trovare delle vie di derivazione con conseguente irritazione dei nervi del plesso brachiale e contrattura muscolare riflessa.

 

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Alzi la mano chi conosce precisamente la differenza tra Osteopata e Fisioterapista!

Continuate a leggere per esplorare le differenze e le similitudini tra le due discipline e per scoprire come ciascuna di queste può aiutarvi.

 

Cos'è l'osteopatia?

L'Osteopatia si concentra sulla diagnosi, il trattamento, la prevenzione dei disturbi somatici (attenzione si tratta di una diagnosi osteopatica ben diversa dalla diagnosi del medico, l’osteopata si occupa di disfunzioni osteopatiche e quindi non della malattia d’organo, egli lavora sul disturbo della mobilità di ciascun organo, quindi: osso, articolazione o viscere che sia).

L'Osteopatia esamina le disfunzioni strutturali (quindi meccaniche) fasciali, viscerali, cranio-sacrali del corpo e mira a ripristinare l'intero sistema in uno stato di equilibrio. I vantaggi includono: sollievo dal dolore e protezione contro future malattie e lesioni.

 

L'osteopatia si basa su 4 principi fondamentali:

 

Il corpo è un tutto

Il corpo ha la capacità di difendersi e di autoguarirsi

La struttura governa la funzione

La regola dell'arteria è suprema

 

Gli osteopati ritengono che gli squilibri fisici, le disfunzioni strutturali (tra cui ossa, muscoli, fascia, tendini e legamenti), le disfunzioni viscerali (viscero-somatiche che si ripercuotono sul corpo o somato-viscerali che dalla struttura si ripercuotono sul viscere) e cranio-sacrali, compromettano la capacità del corpo di mantenersi in uno stato di equilibrio. Per bilanciare la tua struttura corporea, un Osteopata segue i quattro principi chiave. Inoltre valuta attraverso un’anamnesi  ed un esame obiettivo la causa dei sintomi, che potrebbe anche trovarsi lontana rispetto al luogo della sintomatologia. Per fare questo esamina anche altri fattori tra cui la storia clinica del paziente e altre sintomatologie correlate che il paziente può riferire: problemi ambientali, di stile di vita, la storia familiare e i traumi passati. L’osteopatia considera il corpo come un tutt’uno, quindi ricercando la causa non vicino al dolore ma in tutto l’organismo.

 

Cosa comporta il trattamento osteopatico?

Il trattamento osteopatico agisce su tutto il corpo, aumentando la mobilità articolare, viscerale, neurale, fasciale, vascolare, migliorando l'apporto di sangue ai nervi e ai tessuti. Le tecniche utilizzate aiutano i meccanismi di guarigione del corpo, per ripristinare il pieno funzionamento di quest’ultimo. Gli Osteopati trattano tutti i tipi di pazienti: bambini, neonati, adulti,persone anziane, atleti, donne in gravidanza.

 

Qual è la differenza tra osteopatia e fisioterapia?

Il Fisioterapista si occupa della riabilitazione del paziente, in accordo con il Medico o con il Fisiatra o con l’Ortopedico o con il Neurologo, con l’obiettivo di concordare un piano terapeutico per trattare la zona con il dolore. Si occupa proprio della zona specifica dove il paziente lamenta un dolore, apportando tecniche articolari, muscolari e fasciali sull’articolazione, in più ha la possibilità di utilizzare dei macchinari per togliere dolore e infiammazione o per velocizzare un’ossificazione post-frattura.

Il Fisioterapista si può occupare anche della riabilitazione cardio-vascolare, quindi post-intervento chirurgico e della riabilitazione respiratoria per le patologie respiratorie più importanti, di solito, presso le cliniche dove sono presenti tutti le apparecchiature importanti per il caso. In più si occupa anche della riabilitazione neuro-motoria, quindi sia nei bambini (nelle paralisi cerebrali infantili) sia in situazioni di traumi, come per esempio accidenti vascolari come gli ictus, trauma cranico, patologie neurologiche importanti, si occupa di riabilitare e ridare un’ autonomia al paziente nelle attività motorie, quindi nelle varie articolazioni, nella deambulazione e nello stress cardio-respiratorio.

L’Osteopata invece non si occupa di riabilitazione, non può utilizzare macchinari, ma in primis si occupa di disfunzioni osteopatiche che sono diverse dalla pura lesione ortopedica. Le disfunzioni osteopatiche vengono cercate dall’Osteopata in vari tessuti: un nervo, un’arteria, un viscere, un’articolazione, dove viene persa la mobilità, perdita che si può ripercuotere anche lontano perchè si crea un fulcro, una tensione, per cui tutto il corpo si muove in maniera scorretta e ogni movimento diventa un microtrauma ripetuto. Risolvendo la disfunzione primaria autonomamente il corpo è in grado di autoguarirsi.

 

Per spiegare la differenza facciamo un esempio concreto:

 

Prendiamo il caso di una periartrite scapolo-omerale.

  • Il Fisioterapista farà la terapia sulla spalla, quindi farà una mobilizzazione passiva, una mobilizzazione attiva, farà dei pompage articolari, spesso userà dei macchinari che possono essere antalgici come la Tens, la Tecar per togliere l’infiammazione o ancora l’Ipertermia. Dopodichè rieduca il paziente nel recuperare l’apertura, quindi l’abduzione del braccio, l’elevazione e le rotazioni, interna ed esterna, per rieducarlo in tutta la mobilità.

  • L’Osteopata è possibile che le mani sulla spalla le metta solo alla fine della seduta, perchè quello che fa è valutare l’intero sistema corpo, per capire dove sono le disfunzioni e se il problema principale si trova, ad esempio, sul torace, anziché sulla spalla. E’ possibile che l’Osteopata dedichi tutto il tempo a sua disposizione per trattare una disfunzione che non è direttamente sulla spalla ma potrebbe essere una disfunzione viscerale, che si ripercuote su una irritazione di un nervo che va a determinare uno scorretto movimento della spalla, per cui ogni movimento diventa un trauma.

La Filosofia

 

Dal punto di vista della filosofia, gli osteopati lavorano considerando che il 'corpo è un tutto': tutti i sistemi del corpo sono interconnessi e ha un meccanismo di auto-guarigione. Al contrario, la fisioterapia è più strettamente allineata con la medicina tradizionale occidentale. Come abbiamo visto l'attenzione si concentra maggiormente sull'area problematica presentata e il trattamento è specifico per quell'area, piuttosto che per l'intero corpo.

 

Formazione

 

Anche la formazione per ogni professione differisce. Gli Osteopati hanno una formazione di 5 anni, fino a poco tempo fa erano 6, ed è compresa all’interno della formazione osteopatica anche il tirocinio.

I Fisioterapisti conseguono una laurea triennale alla quale può conseguire una specializzazione che serve per la dirigenza. Le aree di interesse includono l'allenamento muscoloscheletrico, neuromuscolare, cardiovascolare e respiratorio, patologie neurologiche, traumi.

 

Trattamento

 

Mentre il trattamento osteopatico è al 100% manuale, il Fisioterapista può utilizzare anche macchinari. Altre tecniche includono l'osservazione del movimento e l'elettroterapia. Il trattamento di fisioterapia si concentra sulla mobilizzazione del sito di lesione piuttosto che sull'approccio osteopatico all'intero corpo. Vi è inoltre una maggiore enfasi sulla gestione basata sull'esercizio, che viene ritenuta vitale nel processo di recupero. Fondamentale attività di fisioterapia è poi la Rieducazione Posturale, per l’allungamento delle catene muscolari.

 

Conclusioni

Nonostante le differenze filosofiche e di trattamento, l'obiettivo per entrambe le professioni è di alleviare la sintomatologia e aiutare il corpo a ripristinare un corretto equilibrio biodinamico. È importante ricordare anche che nessun professionista, Fisioterapista e Osteopata, fornirà mai esattamente lo stesso trattamento. E’ importante affidarsi a persone qualificate e con esperienza. Riguardo questo, si suggerisce di affidarsi a Fisioterapisti iscritti all’Albo dei Fisioterapisti, che è stato attualmente aperto, l’Albo di Scienze della Riabilitazione. Il Fisioterapista deve essere laureato in Fisioterapia, il laureato in Scienze Motorie si occupa di tutt’altra cosa, è solo il Fisioterapista che può trattare in recupero di un paziente con una prescrizione medica.

Per l’Osteopatia al momento non c’è un Albo, l’Osteopatia è stata da poco ufficializzata e dichiarata una professione sanitaria in Italia. L’unico modo per verificare la preparazione scolastica dell’Osteopata è fare riferimento a delle Associazioni presenti in Italia come il ROI Registro Osteopati Italiano, ne esistono anche altre che assicurano una preparazione scolastica dei vecchi 6 anni e attuali 5 anni con la medesima preparazione didattica.  

 

Le due professioni si completano.

L’Osteopata fornisce un trattamento specifico per individuare la disfunzione primaria, il Fisioterapista offre un'eccellente riabilitazione per trattare gli effetti secondari sulla postura, sul dolore, per trattare dopo un infortunio o un intervento chirurgico.


Se stai soffrendo per un infortunio o per un dolore cronico, ti consigliamo di effettuare  una valutazione valutazione generale, di tipo osteopatico/fisioterapico presso il nostro studio Fisiopoint, nel quale sarai seguito da entrambe le figure professionali.

QUALe LA DIFFERENZA tra osteopatia e fisioterapia

Scoliosi

La scoliosi è una patologia deformante a livello della colonna vertebrale, che causa una deviazione laterale della linea mediana del corpo. La patologia scoliotica, a differenza dell’atteggiamento scoliotico, è una situazione strutturata e di difficile correzione da parte del paziente.

La scoliosi infatti, oltre ad una deviazione laterale della colonna vertebrale è caratterizzata da una rotazione a carico dei singoli distretti vertebrali, che, durante la flessione anteriore del tronco causano la comparsa del caratteristico “gibbo” dal lato della convessità. La scoliosi ha inoltre un carattere evolutivo nel tempo, peculiarità che si accentua ulteriormente nei casi ad insorgenza giovanile (la maggior parte dei casi). Importante è quindi una diagnosi precoce attraverso una visita ortopedica ed un esame obiettivo posturale per eseguire una diagnosi differenziale tra un atteggiamento scoliotico e una scoliosi vera e propria e impostare il prima possibile un piano di trattamento fisioterapico/ortopedico.

Nei casi di scoliosi conclamata fino ai 25-30˚ può essere consigliata la terapia conservativa con Rieducazione Posturale Globale eventualmente abbinata all’utilizzo del bustino già a partire dall’età scolare, dato il carattere evolutivo della scoliosi.
La terapia con Rieducazione Posturale Globale prevede la graduale messa in tensione delle componenti
muscolari principalmente responsabili della deformità su un lettino rigido correttivo attraverso trazioni
manuali del terapista che richiede al paziente una successiva correzione attiva durante la seduta. Una
seduta ha una durata media di 50-60 minuti a seconda dei singoli casi. Le posture possono essere eseguite direttamente sul lettino, da seduti o in piedi, quindi con il pieno carico corporeo.

In base alla singola valutazione il fisiorerapista posturologo sceglierà le posture più adatte al paziente che può intraprendere il percorso di trattamento fin dall’età evolutiva, dato che nella fase di accrescimento sono ancora maggiori le possibilità di correzione. In base all’età e alla gravità della deformità viene impostato un piano di trattamento che prevede una seduta settimanale o ogni due settimane. Ad esempio in prossimità del picco di crescita (in genere un anno prima dello sviluppo) il numero di sedute aumenta per maggiore potenzialità di peggiorameto che acquisisce la scoliosi.
È dunque opportuno per tutti i bambini che presentino degli attegiamenti posturali non idonei eseguire una valutazione ortopedica e fisioterapica/posturologica/osteopatica fina dai 6/7 anni in relazione alla crescita del bambino.
Presso il Fisiopoint organizziamo una valutazione integrata con il medico ortopedico e con il
fisioterapista/osteopata e nel caso di necessità sono presenti tre fisioterapisti specializzati nel metodo di
Rieducazione Posturale Globale disponibili per i trattamenti del paziente.

QUALe LA DIFFERENZA

Nel mondo del lavoro moderno molti di noi trascorrono intere giornate seduti davanti al computer. Tuttavia, il corpo umano non è stato progettato per questo stile di vita sedentario e si potrebbero creare delle piccole contratture e dolori per la mancanza di movimento. Anche se sei attivo al di fuori del lavoro, lo stare seduto ad una scrivania in una posizione inadeguata può provocare fastidi ma anche problematiche più gravi.

Alcuni problemi comuni che potrebbero essere correlati alla tua postura includono:

Dolore cervicale e rigidità

Mal di testa

Intorpidimento o formicolio alle braccia e alle mani

Dolore alla spalla

Rigidità della parte superiore della colonna vertebrale

Lombalgia

Sciatalgia

 

Di seguito alcuni consigli utili su come dovresti sederti davanti al computer:

  • Assicurati di avere una buona sedia comoda e regolata correttamente. Idealmente dovresti essere seduto nella parte posteriore della sedia in modo da appoggiarti allo schienale. Potrebbe essere necessario regolare il supporto lombare o aggiungere un asciugamano arrotolato o un piccolo cuscino dietro la colonna lombare, per sostenere la curva naturale della colonna vertebrale.
  • Siediti con entrambi i piedi distesi sul pavimento e le ginocchia piegate a circa 90 gradi. Regola di conseguenza l'altezza della sedia o aggiungi uno sgabello sotto i piedi se non riesci a toccare il suolo. E’ sconsigliato poggiare i piedi sotto la sedia.
  • Regola il monitor del tuo computer in modo che lo schermo sia all'altezza degli occhi. La tastiera dovrebbe stare ad un'altezza comoda in modo che i gomiti siano piegati a circa 90 gradi. A computer spento dovresti vedere la tua immagine riflessa, i tuoi occhi dovrebbero trovarsi poco sopra la metà dello schermo del computer. Non dovresti guardare in basso o sforzarti per vedere il tuo computer. Per fare ciò puoi mettere un libro sotto per sollevare il pc. Coloro che utilizzano il computer portatile possono semplicemente spostarlo in avanti, in modo da rilassare le braccia e sollevare la testa per guardare lo schermo.

 

Alcune abitudini comuni da EVITARE:

  • Ginocchia incrociate. Sedendosi in questa posizione si torcono il bacino e la colonna lombare, mettendo a dura prova muscoli, articolazioni e legamenti. Anche se ci si sente bene temporaneamente, probabilmente ti troverai a dover cambiare posizione continuamente perchè il tuo corpo non si trova in una posizione neutrale.
  • Sedersi sulla parte anteriore della sedia. I muscoli posturali si affaticheranno rapidamente e finirai per sentirti dolorante. La colonna vertebrale dovrebbe essere lunga e sostenuta, ma non rigida.
  • È importante rimanere attivi durante il giorno e interrompere lunghi periodi seduti in una posizione.

Ecco alcune idee per tenerti in forma durante il giorno:

  • Impostare un allarme per alzarsi e spostarsi ogni 20-30 minuti. Questo potrebbe essere semplice come fare una rapida passeggiata in ufficio, una pausa bagno o andare a prendere un po 'd'acqua. Ci sono molti semplici movimenti e allungamenti che puoi fare mentre lavori per mantenere in forma il tuo corpo. Prova a muovere la colonna cervicale, ruotando la testa a destra e sinistra e inclinandola. Fai roteare le spalle all'indietro, stringendo le scapole, allungando le gambe davanti a te e muovendo i piedi e le caviglie.

 

Speriamo che questi suggerimenti siano stati utili e ti abbiano dato idee che potrai integrare nella tua vita quotidiana. Non esitare a chiamarci e fissare un appuntamento. Una valutazione approfondita con uno dei nostri fisioterapisti, ti aiuterà a soddisfare le tue esigenze specifiche.

Our little one is turning one

La Tecarterapia, nota anche come Tecar, è un trattamento elettromedicale, che permette un più veloce recupero da traumi e patologie infiammatorie dell'apparato muscolo-scheletrico. Diffusissima in ambito fisioterapico e riabilitativo, prevede l'utilizzo di un dispositivo basato sul principio fisico del condensatore che genera calore all'interno del distretto corporeo trattato.

 

Funzionamento:

 

La Tecarterapia è una forma di terapia termica endogena, il che si riferisce alla produzione di calore che avviene dall’interno del corpo (calore endogeno).

Nel nostro caso gli elementi del macchinario sono:

  1. Le due armature del condensatore: la piastra mobile, con cui il terapista massaggia l'area anatomica dolente o infiammata, e la piastra fissa (detta piastra di ritorno), che viene applicata sulla parte di cute opposta a quella da trattare.
  2. Il materiale isolante è l'area anatomica da curare, comprensiva di tutti i suoi tessuti ed elettroliti. Gli elettroliti sono sostanze che, in soluzione, presentano una determinata carica elettrica. Nei tessuti biologici, importanti elettroliti sono, per esempio, il sodio, il potassio, il calcio, il magnesio ecc.
  3. Il generatore elettrico dato dalla macchina a cui sono collegate le due piastre e che il terapista regola in base alle necessità.

La differenza di potenzialecreata tra le due piastre dal generatore muove gli elettroliti presenti all'interno dei tessutigenerando calore endogeno.

Il dispositivo Tecar può lavorare in due modalità: la modalità capacitiva e la modalità resistiva.

La modalità capacitiva è indicata per il trattamento di problematiche a livello dei tessuti molli, con una bassa resistenza alla corrente, come i muscoli, la cute, il tessuto connettivale, i vasi sanguigni e i vasi linfatici.

La modalità resistiva, invece, è ideale per il trattamento di danni a livello di tessuti con un'alta resistenza al passaggio di corrente, come le ossa, le articolazioni, i tendini, i legamenti, le cartilagini ecc.

Risulta quindi piuttosto chiaro che la scelta della modalità di utilizzo della Tecar dipendeesclusivamente dal tipo di tessuto biologico su cui bisogna agire.

Nella modalità capacitiva, l'impiego di una piastra mobile isolata permette di agire specificatamente sui tessuti molli.

Viceversa, nella modalità resistiva, è l'uso di una piastra mobile non isolata che consente di agire a livello dei tessuti con un'alta resistenza alla corrente.

 

Gli effetti biologici prodotti dalla Tecarterapia sono tre e consistono in:

Incremento del microcircolo

Vasodilatazione

Incremento della temperatura interna

 

Il raggiungimento di tali effetti dipende dalla quantità di energia (livello energetico) che il dispositivo trasferisce alle piastre. Infatti, per ottenere un incremento del microcircolo, il terapista deve impostare lo strumento a un basso livello energetico (atermia); per ottenere la vasodilatazione, deve lavorare a un livello energetico intermedio (medio-termia); infine, per ottenere un incremento della temperatura interna, deve regolare il dispositivo in maniera tale che eroghi un alto livello energetico (ipertermia).

In sostanza, quindi, i livelli energetici sono tre e a ciascuno di essi è associato un effetto biologico diverso.

 

Indicazioni:

 

  • Patologie muscolari

Contratture

Stiramenti o strappi

Contusioni

Edema

 

  • Patologie dolorose della colonna

Lombalgie

Dorsalgie

Cervicalgie

 

  • Patologie della spalla

Tendinite e tenosinovite

Tendinopatie inserzionali

Capsulite adesiva

 

  • Patologie del gomito

Epicondilite

Epitrocleite

 

  • Patologie del polso e della mano

Tendiniti e tenosinoviti

Rizoartrosi

 

  • Patologie dell'anca

Coxartrosi

Borsite

Pubalgia

 

  • Patologie del ginocchio

Condropatia rotulea

Gonartrosi

Esiti di lesioni traumatiche dei legamenti crociati anteriore e posteriore

Distorsioni

 

  • Patologie della caviglia e del piede

Esiti di fratture

Distorsioni

Fascite plantare

Tendinite achillea

 

  • Riabilitazione post-chirurgica

 

 

Articolazione temporo-mandibolare e postura

 

L’articolazione temporo-mandibolare, con i vari squilibri a cui può andare incontro può essere responsabile di alcune disfunzioni posturali. Nella “prima classe”, in cui si ha un corretto mantenimento dei rapporti occlusali tra l’osso mascellare e la mandibola determinerà una corretta postura, mentre le altre due classi potranno più facilmente creare disfunzioni del sistema muscoloscheletrico. Nella “seconda clae”, la posteriorizzazione della mandibola, è associata di frequente una anteriorizzazione della parte superiore del corpo, nello specifico di collo e spalle ed una conseguente ipercifosi. Nella “terza classe”, la mandibola anteriorizzata, è spesso associata ad una postura della parte superiore del corpo posteriorizzata, con dorso piatto e verticalizzazione della curva cervicale.

 

Nel caso in cui, invece, ci fosse uno squilibrio tra i due lati della mandibola, ci troveremo di fronte ad una deviazione della mandibola, con conseguente rotazione del capo dallo stesso lato della deviazione mandibolare. Ciò comporta uno squilibrio tensionale che si distribuisce a livello delle scapole e potrebbe determinare una elevazione di una delle spalle rispetto alla controlaterale. Questo è il motivo principale per cui in uno slivellamento dell’allineamento delle spalle può essere d’aiuto verificare che il timing d’apertura della mandibola sia sincrono tra i due lati.

 

Il fisioterapista posturolo determinerà, attraverso test posturologici le afferenze provenienti dalla articolazione temporo mandibolare e, qualora venissero riscontrate associerà esercizi di respirazione e detensionamento contemporaneo della bocca e della postura.

 

In questi casi è sempre opportuno eseguire una valutazione e trattamento osteopatico per eliminare le “tensioni” del pavimento della bocca, dell’articolazione temporo-mandibolare, cranio sacrali e cervicali.

 

Posizione normale della mandibola

Gli occhi hanno dei muscoli che si inseriscono su di essi e che consentono di avere un buon orientamento del nostro campo visivo. Questi muscoli hanno una importante correlazione, dal punto di vista funzionale, con la muscolatura del collo. Ciò può essere sperimentato quando seguiamo con lo sguardo un oggetto in movimento: in maniera “automatica” il capo ruota per mantenere lo sguardo fisso sull'oggetto di nostro interesse. Come spesso accade, una disfunzione presente in un distretto può causare una disfunzione in un altro. Infatti una disfunzione del sistema oculomotorio può essere la causa primaria di un vecchio dolore al collo che non accenna a diminuire. Perciò una valutazione non indirizzata soltanto al sintomo ma ai distretti che possono essere coinvolti può già indirizzare la nostra attenzione e quindi la seduta verso alcune strutture. È quindi questo uno dei casi in cui non è utile focalizzarsi sulla sede del sintomo riferita dal paziente, ma analizzare la sua attività lavorativa (ad esempio per chi svolge un lavoro prolungato al computer che può sovraccaricare la vista) o i suoi hobby (attività di precisione, che richiedono quindi un importante reclutamento della vista).

Qualora il terapista si accorgesse di una precisa correlazione del sistema oculo-,motorio ed una sintomatologia recidivante nel tratto cranio-cervicale indirizzerà il trattamento verso specifici esercizi dei muscoli oculari associati alla rieducazione posturale.

In questi casi è inoltre spesso opportuno effettuare una valutazione oculistica ed osteopatica per trattare la vera disfunzione primaria in associazione alla sintomatologia posturale secondaria.

IPERCIFOSI 1

I muscoli posteriori della coscia (più comunemente conosciuti come flessori) hanno un'importante connessione con l'orientamento del bacino. In stazione eretta, possono distribuire tensioni sul distretto pelvico, portandolo in retroversione modificando di conseguenza la normale lordosi lombare. Questo può divenire causa di disturbi muscoloscheletrici tra i quali lombalgie o sciatalgie; quest’ultime sono spesso la conseguenza di una tensione lombare. Anatomicamente la correlazione è data dalla presenza di alcune fibre dei muscoli posteriori della coscia che non si inseriscono direttamente sulle salienze ossee ma proseguono verso la muscolatura para-vertebrale attraverso la tensione sui legamenti sacro-tuberosi e distribuiscono le tensioni anche alla muscolatura del rachide. E’ quindi molto importante un esame obiettivo e una valutazione da parte del posturologo per analizzare i sintomi e indirizzare il trattamento verso una determinata struttura Perciò una attenta valutazione e analisi dei sintomi può già indirizzare la nostra attenzione e quindi la seduta verso una determinata struttura. Come spesso accade non bisogna focalizzarsi sulla sede del sintomo riferita dal paziente, ma analizzare la sua attività lavorativa, le sue abitudini, tenendo in considerazione l'individuo nella sua globalità e complessità e non solo in base ai sintomi riferitici.

Presso il Fisiopoint è presente un servizio di Rieducazione Posturale Globale altamente specializzato sia per problemi morfologici sia per sintomatologie quali: parestesie, dolore etc. Qualora il Posturologo abbia bisogno di una consulenza osteopatica e quindi valutare la lombalgia in un contesto ancora più ampio per esempio prendendo il considerazione il quadro viscerale, fasciale, cranio-sacrale, strutturale, è possibile la consulenza osteopatica presso il centro Fisiopoint.

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Ragionamento clinico nella rieducazione posturale globale

 

Articolazione temporo-mandibolare e mal di testa

L’articolazione temporo-mandibolare, ossia quella che connette la mandibola al resto del cranio è un’articolazione che può essere coinvolta, o in alcuni casi essere la principale responsabile di cefalea.

A causa delle sue connessioni con molti muscoli che si inseriscono sul cranio una sua disfunzione può determinare uno squilibrio tensionale sulla componente muscolare e connettivale, determinando un’alterazione degli equilibri di forze muscolari. Tale alterazione può quindi determinare una maggiore tensione delle strutture circostanti il cranio, scatenando il sintomo della cefalea. Altra possibile spiegazione è invece quella che coinvolge i muscoli suboccipitali (piccoli muscoli nella regione posteriore del collo fra le cui fibre decorre il nervo di Arnold), che hanno un forte rapporto di sinergia con la muscolatura masticatoria, fungendo da stabilizzatori del capo durante la masticazione. In tal modo risulta quindi facilmente comprensibile come una alterazione dell’equilibrio della muscolatura che comanda tale articolazione possa determinare una eccessiva tensione nei muscoli suboccipitali, determinando quindi una compressione al livello del nervo di Arnold, che può scatenare delle cefalee che si irradiano dalla regione posteriore del cranio verso l’alto e in avanti, e in alcuni casi possono raggiungere anche la regione dell’occhio.

FISIOPOINT

 

Presso il Fisiopoint il fisioterapista, specializzato nella Rieducazione Posturale Globale, prende in carico il paziente che soffre di cefalea trattandolo nella sua globalità e in relazione a tutta la postura. Se il paziente necessita di una valutazione osteopatica, presso il nostro centro è presente anche un osteopata.

In alcuni casi PUò non essere un problema soltanto muscolare, ma può coinvolgere anche altri settori di pertinenza osteopatica quali: Viscerale, Craniale, Strutturale e Fasciale.

Un vecchio infortunio ad una spalla può essere causa di dolore alla colonna lombare, anche a distanza di anni.

Spesso questo accade per una prolungata immobilità oppure un lieve deficit della mobilità.

In questi casi, non avendo più a nostra disposizione la completa articolarità della spalla, per raggiungere oggetti disposti in alto ad esempio, il nostro corpo metterà in atto dei meccanismi di compenso in maniera del tutto automatica.

Questi meccanismi portano ad un progressivo sovraccarico della muscolatura e delle strutture capsulo-legamentose della colonna vertebrale per compensare la riduzione del range di movimento della spalla. Per tale motivo in caso di dolori lombari non va mai trascurata la possibilità che un vecchio trauma alla spalla possa essere la causa primaria del problema attuale, dato che tale connessione ha anche un riscontro anatomico ben preciso: la fascia toracolombare. Questa è una struttura di tessuto connettivo denso, che tra le altre strutture mette in comunicazione, per ciò che ci riguarda in questa sede, gli arti superiori con la colonna vertebrale lombare, agendo quindi da ponte diretto che trasmette vicendevolmente le forze tra queste due strutture.

spalla e lombalgia

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